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tisza 2010 summer by mil3n on Flickr.
rimontami
(via garij)
(via garij)
Ecco come parcheggiare la bici: in libreria. L’idea è della bookbike (il nome è tutto programma), che propone un sistema composto mobile-bici per parcheggiare con eleganza la bicicletta in appartamento. Una moda che si è sviluppata soprattutto nelle metropoli, New York in testa.
Ma una bici in una stanza o in un corridoio non è certo elegante. Così con la bookbike…
Bicycle Storage
(via akirasek)
velocino

Riedizione di un modello originale degli anni ‘30
Telaio italiano in acciaio a congiunzioni e saldobrasatura
pneumatici con riga catarifrangente
sella in cuoio
un solo freno posteriore a contropedale
manopole in pelle
E’ una delle prime forme di bicicletta compatta, è stata pensata per ridurre gli ingombri e risolvere i problemi di traffico. Fu inventata a Bologna negli anni ’30 ed ebbe un timido impatto sul pubblico, attraverso la pubblicità si cercò di farla apprezzare descrivendola “elegante” e che “permetteva di salirvi senza doverla scavalcare”.
Purtroppo la bici non riscosse il successo sperato e poco tempo dopo andò fuori produzione e finì nel dimenticatoio.
Dopo oltre 80 anni ABICI riprende il design del Velocino, lo modifica leggermente dove necessario, lo rende più attuale e funzionale in modo che sia anche comodo e guidabile.
E’ realizzato esclusivamente solo nel colore grigio, goolp a tutti i nostalgici ed eclettici che lo acquisteranno regalerà un clacson a trombetta perfetto per il look vintage di questo modello.
(via lemonadehouse)
La BauBike è ispirata al design Bauhaus, disegnata da Michael Ubbesen Jakobsen è realizzata attorno alla forma geometrica del quadrato e del triangolo equilatero.
Il progetto segue una serie di regole formali, limitando la geometria di linee rette in un modello di 60 e 90 gradi in proporzioni seguendo il principio della sezione aurea.
L’open-end, il pezzo sopra la ruota posteriore, offre la possibilità di personalizzare la funzione della bici per qualunque necessità si possano avere.
Questo progetto trascende il confine tra design e arte, sollevando interrogativi fondamentali sulla natura della bicicletta come design e come stile di vita con l’introduzione di una visione giocosa tanto necessaria sulla scena del ciclismo urbano.